9 agosto 2017

La Sardegna segreta: dalle spiagge dell'Ogliastra fino al nuraghe Serbissi risalente al 1600 a.C


"Occorre riconquistare tutto e reinventare il mondo"
Maria Lai 
artista di Ulassai


Se vi dicessero che ci sono aree in Italia dove le forze dell'ordine sono visibili quotidianamente e all'opera per far rispettare norme  del codice stradale e limiti di velocità imposti dalla segnaletica, forse vi mostrereste scettici non avendo avuto da tempo di queste esperienze.
Se avete talvolta pensato che certi mercatini di strada siano diventati assai invadenti, limitando spazi ai pedoni, mai avrete assistito ad una scena in cui dei vigili urbani misurano, metro alla mano, i banchi di vendita in un mercatino del fine settimana ed effettuano multe per estensione non autorizzata degli spazi concessi dal Comune.
Credereste poi di essere preso di mira da una candid camera, nel vedere agricoltori e pastori , offrirvi i loro prodotti appena raccolti o la ricotta appena fatta e rilasciarvi regolare scontrino.
Guardereste insospettiti  poi il formarsi di ordinate file di auto, anche con targhe estere, nei pressi di isole ecologiche, dove gentilissimi addetti aiutassero a separare rifiuti e i più disparati tipi di merce, indicandone il giusto contenitore per il corretto smaltimento.
Se poi le alghe di poseidonia, indice di mari non inquinati, avessero invaso nella notte la spiaggia nei pressi di dove soggiornate, vi sembrerà un miraggio vedere apparire per incanto un mezzo meccanico al mattino che ripulisse tutto per consentire ai bagnanti di stendere teli e piantare gli ombrelloni e godere di tali luoghi pubblici, non dotati di stabilimenti balneari ma neanche di parcheggiatori abusivi.
Trovare poi strade ordinate, pulite, ben asfaltate e senza buche o rabberciamenti temporanei, farebbe la felicità di chiunque provenga dalla capitale.
In estate si sa, il consumo di acqua aumenta e produttori e venditori sono lieti che l'aumento delle temperature favorisca i consumi ma da queste parti la spesa non sale di molto poichè non lontano da supermercati e spiaggie si trova un bel distributore di fresche acque anche gassate al costo di 0,5 centesimi al litro e ben in vista si trovano le certificazioni dei controlli periodici effettuati dalle autorità sanitarie.
Detto questo il lettore vorrà conoscere questo luogo irreale, apparentemente utopico  che il titolo aiutava ad individuare nella regione Sardegna ma occorre restringere il campo: siamo nella provincia meno ricca, nota come Ogliastra, che risulta ubicata in posizione decentrata rispetto ai poli attrattivi dell'isola.
Quanto appena descritto è vita quotidiana dalle parti di Tertenia marina, una tranquilla località a 45 minuti di auto dal porto di Arbatax.


Da qualche anno in queste aree non deputate al turismo di massa arrivano anche viaggiatori stranieri, specialmente famiglie con bambini. Siti di affitto multilingua , la diffusione via web di foto e video e l'appetibilità dei prezzi stanno richiamando olandesi, cechi, moldavi, austriaci e molti altri turisti automuniti, in cerca di luoghi tranquilli di mare ma senza la calca e lo strepitìo dei luoghi troppo noti e maggiormente affollati. Un turista austriaco in vacanza a Tertenia marina, dopo aver chiesto lumi in un italiano stentato, su dove portare i rifiuti , ci esprime poi in inglese il suo entusiasmo per aver recentemente acquistato una villetta vicina al mare per una cifra da lui ritenuta molto conveniente.Un'altra famigliola proveniente da Praga chiede ai vicini italiani di insegnare loro come preparare il caffè con la caffettiera in dotazione all'appartamento affittato.

Molti di questi turisti stranieri affollano poi i supermercati, alcuni aperti ad hoc solo nei mesi estivi, i ristorantini locali e le pizzerie all'aperto. Li vediamo tuttavia incerti nella scelta dei cibi, c'è chi parla in inglese e poi si esprime in lingue diverse con i figli al seguito. Alcuni francesi in pizzeria usano l'italiano per ordinare e appaiano già esperti della zona e dei vari esercizi e mercatini locali. Tuttavia in molti hanno difficoltà con le etichette dei cibi non riconoscibili e meno familiari.Difficilmente quindi questi villeggianti saranno in grado in una manciata di giorni, di discernere la differenza abissale tra una confezione industriale di ravioli e una prodotta proprio in loco, contenente freschi culurgionis con marchio IGP prodotti con patate, pecorino locale e menta. Chissà se qualcuno di loro si lancerà nell'acquisto di un barattolo di bottarga ? Certamente nessuno ha mai spiegato loro cosa sia e come si ottiene il prelibato caglio dell'Ogliastra, usato dai locali buongustai a fine pasto come digestivo.
Anche i turisti provenienti , come si diceva un tempo, dal continente non hanno tuttavia le idee chiare sulla differenza tra il pane carasau originario della Barbagia e il pane guttìau realizzato con l'aggiunta di olio e sale e pochi villeggianti alla loro prima esperienza sanno che il pistoccu più legato alla tradizione ogliastrina si apprezza meglio se viene bagnato con acqua prima di gustarlo con salame sardo, pecorino fresco o con la carne di porcellino, magari cotto allo spiedo in qualche ovile di montagna.


Nelle località di maggior transito qualcuno di questi turisti magari già al secondo anno di vacanze in Sardegna riesce a raggiungere i piccoli e nascosti laboratori di pasticceria. Voi potreste cercate quello di Emanuela Pisu a Barisardo ad esempio. In questa tranquilla località non si può non raggiungere la strategica Torre di Barì e poi andare sulla spiaggia percorrendo quasi l'intera pineta e fermarsi per un caffè o un buon panino, da gustare in relax all'ombra del chiosco per antonomasia di Sard Cafè che riconoscerete per la bandiera con i 4 mori e il piacevole sottofondo di musica anni 60.

Apprendere i nomi dei tipici dolci sardi può essere un buon esercizio linguistico e mnemonico per avvicinarsi alla lingua e alle tradizioni sarde. Il nostro suggerimento è quello di redarre un elenco sul cellulare e provare queste delizie acquistandole in diverse località e cominciando a parlare sardo sin dalla primo acquisto o assaggio: magari iniziate da oggi ad esercitarvi aggiungendo l'articolo determinativo plurale Is alle principali specialità : bianchittus, gueffus, pabassinas, pirichittus e pardulas; una bella nuotata o un trekking tra i Tacchi di Osini o per gli esperti, una scalata di free climbing,  di certo consentirà di bruciare  gli zuccheri eventualmente in eccesso.
Se passate da Tertenia da non confondere con Tertenia marina, fermatevi a cena da Berni (seguite la segnaletica) non ve ne pentirete e se vi piacciono i sapori forti della tradizione agro-pastorale e vi solletica il gusto del proibito, chiedete alla sua consorte di assaggiare il caglio e solo dopo, fatevi spiegare come si ottiene.In barba al colesterolo fate incetta di formaggi al grande Caseificio sociale S.Antonio di Tertenia (località S.Pietro) mentre se siete carnivori vi suggeriamo di fare un salto alla macelleria di Giovanni Deiana e apprezzarne i suggerimenti culinari, la loquacità con i clienti d'oltremare e ripetendo le visite e gli acquisti, la sua simpatica e caustica ironia tutta sarda.

Sul web non è difficile trovare immagini delle spiagge dell'Ogliastra: chi ha raggiunto Cala Sisine, Cala Mariolu o Cala Goloritzè o l'estesa spiaggia di Cala Luna ( numerosi tour partono da Arbatax e Santa Maria Navarrese) non avrà nostalgia delle stereotipate e lontane spiagge tropicali. Non stupisce poi leggere in una rivista locale che le foto di queste splendide località siano state riutilizzate sul web ma anche su pubblicazioni turistiche in maniera poco professionale per non dire truffaldina, per convincere il turista frettoloso a raggiungere località che nulla avevano a che vedere con la Sardegna.
Minore appeal risultano avere le località sarde lontane dal mare e nonostante gli sforzi di comuni ed enti anche con l'ausilio di finanziamenti europei, molti siti di interesse archeologico e monumenti naturali ubicati tra monti, gole e canyon spettacolari, raccolgono un esiguo numero di viaggiatori. Comprensibile che chi raggiunge la Sardegna da una grigia località del centro Europa voglia godere delle sue numerose spiagge, ma occorre anche dire che la conformazione dell'isola e la scarsità di mezzi pubblici dissuade molti dal lasciare la costa. Scarni volantini distribuiti tra bar e pizzerie non ottengono grandi risultati, i siti web realizzati con l'intento di promuovere il territorio non offrono traduzioni in varie lingue come sarebbe opportuno. Molti dei viaggiatori incontrati , come abbiamo potuto constatare disconoscono la cultura sarda e quando per caso e su nostro invito si trovano a visitare un nuraghe come quello di Serbissi nel territorio di Osini, si meravigliano che tali siti di particolare suggestione siano così poco pubblicizzati. D'altro canto se interrogassimo 100 passeggeri, sia continentali che stranieri su un traghetto di ritorno dalla Sardegna pochi riteniamo, siano in grado di descrivere oltre al tipico nuraghe , le domus de janas o le tombe di giganti.
Vi invitiamo quindi per un giorno o due a lasciare le spiagge turchesi dell'Ogliastra; sia che vi troviate vicini alla tranquilla Foxi manna adatta alle famiglie con bambini, sia che abbiate una predilezione per quella di Barisardo ancor più estesa ma mai affollata: occorre infatti essere buoni nuotatori a causa dell'acqua subito alta ma sempre limpida. Anche chi non è dotato di ombrellone può godere di un'intera giornata al mare vista la presenza di una pineta estesa dove ripararsi dai raggi solari nelle ore più calde della giornata, facili parcheggi e l'ottimo chiosco di Sard Cafè che prepara ottimi panini da accompagnare con birra Ichnusa o gazzosa sarda. Dirigetevi verso i monti passando per Jerzu dove potrete fare incetta di vini tipici Cannonau presso la locale cooperativa:troverete anche vini più estivi sia rosati che bianchi a prezzi molto convenienti. Fate una buona scorta di Goeffus e altri dolci sempre a Jerzu da Luigi Mereu e aggiungete nel vostro zaino altre cibarie del posto e poi inerpicatevi con l'auto, dopo aver superato il paese di Osini verso la spettacolare Gola nota anche con il nome di Scala di S.Giorgio in memoria di un vescovo che invece del mare amava separare le montagne, che diciamolo è più comodo che scalarle. Al punto informativo parcheggiate, pagate 1 euro di contributo a Giorgio ed esplorate i due sentieri opposti che vi consentiranno di apprezzare dall'alto il possente canyon di calcare dolomitico. Avrete la possibilità di proseguire per ulteriori 7 km se avete un mezzo adeguato oppure optate per  le jeep della locale cooperativa  Archeotaccu ( più siete meno costa) che in meno di trenta minuti vi condurranno ai piedi del suggestivo nuraghe Serbissi. Tale struttura  restaurata di recente è ubicata a 960 m. di altezza ed è costituita da tre torri tronco coniche a tholos.

Affacciata su un panorama straordinario che spazia a 360°, e include la solitaria Perda è' Liana, la torre più elevata un tempo costituita da tre piani sovrastati da una terrazza, consentiva il contatto visivo con gli altri due nuraghe presenti ancora nell'area. Tale posizione dominante offre al visitatore una rara opportunità di immaginare a suo piacere quale potesse essere la vita, rustica o mistica, tra questi boschi incontaminati. Gli archeologi fanno risalire tale insediamento , che include anche resti di 8 capanne, al XVI sec. a.C. Stupefacente la scala elicoidale che segue l'andamento circolare della costruzione e poco si confà con la vita pastorale di questi popoli. Ingegnoso anche il particolare collegamento sotterraneo tra il nuraghe e un'ampia ed estesa cavità di origine carsica che attraversa tutta la montagna ed è dotata di due ingressi assai ampi. Gli archeologi ritengono svolgesse la funzione di deposito di derrate alimentari.I segni evidenti di erosione sulle rocce calcaree denotano il passaggio di un corso d'acqua all'interno della grotta che peraltro è stata utilizzata in epoche recenti da pastori per il ricovero delle greggi o per proteggersi dalle intemperie.
Abbiamo notato poi su uno dei blocchi calcarei della torre centrale del nuraghe alcuni segni ben distinti da quelli lasciati da moderni vandali. Lasciamo agli esperti di antichi alfabeti di illuminarci su tale epigrafe, peraltro non unica tra i nuraghe sardi.
Ci piace ricordare che l'Ogliastra secondo il censimento fatto dalla studioso G. Lilliu vanta ben 306 monumenti nuragici noti ma anche 64 Domus de Janas, 53 Tombe di giganti e 3 Pozzi sacri: c'è quindi molto da esplorare.
Di notevole interesse la flora presente nell'area dei Tacchi: infiniti sono gli aromi e i profumi intensi delle numerose specie botaniche; se potrebbe risultare facile individuare ginepri e corbezzoli, occorre qualche nozione botanica per trovare i cisti, mentre il gran numero di alti steli farà individuare i bianchi asfodeli che peraltro hanno dato il nome al sito di Serbissi attraverso un lungo processo di corruzione fonetica del termine sardo arbutthu e arbuss che parte dall'antico nome latino della pianta che avendo fiori bianchi era stata chiamata albucium (bianchetto).L'uso degli steli di asfodelo per la realizzazione di cesti è ancora viva in molte aree della Sardegna.Un esperto botanico locale sarebbe utile per capire qualcosa circa l'uso alimurgico o terapeutico di tali piante spontanee da parte di queste antiche comunità  che in questa area particolarmente isolata dovevano essere autosufficienti, quindi nutrirsi ma anche trovare rimedi naturali per i malanni tipici del loro tempo.Una curiosità: all'altezza del nuraghe Serbissi non troverete piante di mirto che comincerete a rivedere  ad altezze inferiori, quando vi approssimerete al mare.Se siete patiti di cascate inutile cercarle d'estate; quelle di Lecorci e Lequarci nei dintorni di Ulussai sono da visitare tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Tuttavia in estate potrete visitare l'ampia grotta Su Marmuru a Ulassai:formatasi 150 milioni di anni fa contiene una stalagmite alta oltre 20 metri. Se non conoscete il significato artistico di " legarsi alla montagna" non conoscete Maria Lai e i suoi lavori: quindi per colmare questa lacuna dirigete alla Stazione dell'arte per incontrare la creatività di questa artista scomparsa nel 2013.Vi piace fotografare paesi abbandonati? Nell'Ogliastra ne trovate due: la vecchia Osini e le fatiscenti strutture abbandonate e pericolanti di Gairo vecchia.

In quest'ultimo borgo abbandonato negli anni 60 ma frequentato da pastori e patiti di motocross troverete numerosi alberi di fichi, dotatevi quindi di panieri per raccoglierli o gustateli sul posto. In una delle case trovate anche una sorgente d'acqua, forse abbeveratoio di fortuna per caprette in transito. Altisonanti per questo luogo i termini per enfatizzarne la curiosità: più che un borgo fantasma dal fascino discutibile lo visiterei con un esperto geologo che utilmente potrebbe narrare perchè furono costruite case senza cemento su roccie di scisti friabili. Se è vera l'etimologia che fa derivare Gairo dal greco gairos che sta per " terra che scorre" risulta suicida tuttavia la scelta degli abitanti del borgo che forse non avevano dimestichezza con la lingua greca.
Gran parte di coloro che affollano le navi dirette in Sardegna ignorano che la Regione Sardegna ha realizzato una biblioteca digitale facilmente consultabile senza complicazioni di sorta.I patiti di libri di viaggio potranno quindi consultare la encomiabile opera di Alberto La Marmora più noto come militare che come scienziato e scrittore. Stupiscono ancor oggi le misurate descrizioni legate ai suoi numerosi Viaggi in Sardegna: i 4 volumi sono scaricabili accedendo a questo link dedicato alle opere letterarie. Se l'odeporica non vi appassiona allora potrete orientarvi su riviste digitali da tempo pubblicate da Bella Italia o le belle descrizioni della Deledda o il resoconto degli scavi suddivisi per anni e molto altro.
Buona esplorazione, Ajo!

Per saperne di più:
http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=2436&id=555753
http://www.turismo.ogliastra.it/index.html
http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=7144&v=2&c=7191&t=1
http://www.archeotaccu.it/
http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=2436&s=17&v=9&c=4460&id=222956




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