9 aprile 2017

10 strane cose da fare a San Pietroburgo ( adatte ai nuovi residenti, agli espatriati e ai viaggiatori audaci)

Esplorando il web e navigando tra i forum dedicati a San Pietroburgo si intuisce quanto stereotipata e quindi limitata sia la conoscenza di questa città. Parlando poi con amici italiani qui residenti ma anche russi, si coglie la sensazione che questa metropoli  riveli meno di quello che cela o conserva e solo dopo lunghi ripensamenti disveli pur centellinandoli i suoi tesori . Luoghi, storie e attività  vanno quindi ricercati con un pizzico di caparbietà e perseveranza ma confidando anche alla maniera degli antichi nel caso fortuito e nell'aiuto della dea Fortuna ma anche di Google map.
Una delle caratteristiche salienti infatti di un viaggio nella città fondata da Pietro il Grande è proprio quella di offrire una varietà di esperienze non standardizzate che possono integrare la classica sequenza: Ermitage, Palazzo di Caterina II, Salvatore sul sangue versato, gita in battello tra i canali e al Peterhof e l'obbligatorio struscio su Nevskij condito o meno con borsh, blinì, pishky, aringa impellicciata e filetto alla Stroganoff.
Da queste considerazioni nasce l'idea di regalare ad amici e futuri viaggiatori, una prima selezione di una decina di cose da fare che non trovate nelle guide in commercio e che i tour operator difficilmente vi proporranno. La scelta deriva dalle nostre personali escursioni protrattesi per vari anni in questa metropoli nordica.
Scegliete dall'elenco quelle attività che più si adattano al vostro spirito esplorativo e se avete qualche dubbio o siete in cerca di maggiori stranezze, usate il guestbook.

1)Fotografare rari fiori tropicali nella serra del Giardino Botanico di Pietro il Grande 


Anche in periodi non turistici quindi anche nei freddi mesi di gennaio o in aprile quando molti approfittano delle vacanze di Pasqua, è possibile visitare le serre tropicali del Giardino Botanico di San Pietroburgo. Anche quando all'esterno fa freddo, le temperature dentro le serre saranno di oltre 25°. L'ingresso costa 300 rubli ed è consentito solo con visita guidata e solo in lingua russa ad orari fissi. Se avete tempo disponibile richiedete anche un ulteriore biglietto (200 rubli) per esplorare da soli stavolta, la serra Subtropicale ricca di splendide azalee già da fine marzo.


Potrete, rimanendo in coda al gruppo, effettuare originali foto con tutta calma. Le sorprese non mancheranno e potrete mostrare ai vostri amici le inusuali immagini "tropicali"scattate in Russia, come questo esemplare in alto: si tratta del fiore dell'albero del baobab; l'etichetta ne riporta il nome botanico: Adinsonia za originaria del Madagascar.

Indirizzo del Giardino Botanico: Ul. Professora Popova 1
Metro:Petrogradskaya poi aiutarsi con una mappa o Google map.
PS: evitate le macchine automatiche per tè e caffè: imbevibili.

2) Portare nocciole ai socievoli scoiattoli del Parco di Pavlosk

I cittadini russi che si recano nel magnifico Parco di Pavlosk, raggiungibile facilmente in treno da San Pietroburgo, sono di solito ben forniti di nocciole e semi vari reperibili nei supermercati ma disponibili anche all'ingresso del parco.
Queste leccornie saranno utili per attirare facilmente i numerosi scoiattoli che vivono negli oltre 200 ettari di parco. Noterete che anche gli uccellini sono avvezzi a prendere il cibo offerto, specie quando la confusione è minore o quando la fame è inversamente proporzionale alla temperatura. Un paio d'ore al parco dotati di viveri e bevande vi consentiranno di apprezzare l'opera dei paesaggisti, anche italiani, che sin dal tempo dello zar Paolo I hanno creato queste oasi di verde e di relax.
Il treno per Pavlosk parte dalla stazione Vitebsky (nei pressi della metro Pushkinskaya) e  numerose sono le corse giornaliere. Il tragitto è di circa 35 minuti. Accedete dal lato destro della stazione dove troverete una biglietteria dedicata, salite dopo i tornelli le scale per raggiungere il binario di partenza.
Acquistate 1 biglietto di solo andata;(dite Tudà, bies abratna); vi consigliamo infatti di tornare in città
con uno dei minibus (299) che sostano all'ingresso del parco e che vi condurranno alla metro Moskovskaya senza dover attendere il treno per il ritorno.

3) Raggiungere il villaggio di Repino affacciato sul mar Baltico per provare l'ebbrezza di una tintarella sul Golfo di Finlandia.


Il villaggio di Repino è a nord di San Pietroburgo e prende il nome dal pittore russo Repin (molte sue opere sono al Museo Russo) che tra i boschi di questo villaggio un tempo chiamato Kuokkala essendo in territorio finlandese, aveva costruito la sua abitazione-studio, oggi preservata e ancora visitabile nella suggestiva tenuta detta dei Penati: dal nome degli  dei protettori del focolare domestico, in uso pressi gli antichi Romani.
Estese spiagge di sabbia dorata, bordate di balsamici abeti caratterizzano questi luoghi mai affollati che si affacciano sul mar Baltico.
Anche in inverno lo spettacolo delle onde del Baltico gelate è inusuale, basta solo avere gli indumenti adatti.

Si raggiunge Repino con l'autobus 211 ; raggiungetene il capolinea nei pressi della metropolitana Chornaya Rechka; la bigliettaia vi chiederà la vostra destinazione: direte " Penati" o " Musej Rjepina" in russo: se avete un navigatore sullo smartphone potete verificare l'approssimarsi della meta.
Scenderete proprio davanti alla suggestiva residenza museo di Repin che potrete visitare con guida registrata in cattivo italiano (verificate gli orari) magari dopo aver passato un po' di tempo al mare, raggiungibile dopo aver attraversato la strada con cautela inoltrandovi sulla collinetta tra gli abeti.
Nelle vicinanze del parcheggio troverete un ristorante turistico e delle toilette pubbliche, spesso affollate di signore Avendo invece la disponibilità di un'auto raggiungete la vicina Kamarovo dove si trova Ruskaya Ribalka un bel ristorante con un ricco menù e numerose terrazze soleggiate o protette affacciate sul mare.
Se non è ora di pranzo rifornitevi di bignè con panna (alla cassa ) da consumare tra i boschi o sulla spiaggia ma se vorrete cimentarvi nella pesca, canne e storioni sono a vostra disposizione in un minuscolo laghetto ma poi vi toccherà pagarli e anche mangiarli.

4)Collezionare idilliaci paesaggi pittorici nella cittadina di Gatchina

Gatchina: il lago nero e il Priorato di Malta in autunno
La cittadina di Gatchina dista circa 45 Km da San Pietroburgo ma nonostante sia presente una reggia imperiale e magnifici giardini paesaggistici è pressoché ignorata dai turisti.
Ad eccezione del periodo invernale quando i diversi laghi gelano e tutta l'area assume un colore uniforme, sia in estate ma soprattutto in autunno, l'intero parco che circonda il palazzo imperiale regala paesaggi con colori straordinari che richiedono tuttavia una certa predisposizione alla lentezza per poter cogliere da diverse angolazioni i giochi di luce, i riflessi e le simmetrie vegetali sulle acque dei tre laghi.
Nell'area hanno lavorato come progettisti due italiani: Antonio Rinaldi e Vincenzo Brenna che oltre a dedicarsi al palazzo, hanno messo in pratica i dettami di J.J. Rousseau nella composizione dei vari elementi del parco: si devono a loro i nomi di Lago bianco, Lago nero, Lago d'argento. Andate magari alla scoperta dell'isola dell'amore o del padiglione di Venere.Nella foto potete vedere un esempio del paesaggio autunnale del lago nero, con al centro il Priorato dei Cavalieri di Malta progettato da Nikolaj Lvov: l'eclettico architetto fu un antesignano nell'edilizia eco sostenibile infatti utilizzò terra cruda per  realizzare tale struttura nel 1799.
Il complesso paesaggistico nasce tuttavia nel 1765 quando Caterina II fece dono al suo favorito, il conte Grigorj Orlov  di questa tenuta usata inizialmente come riserva di caccia.
Sarà poi dimora  di ben 4 zar: Paolo I, Nicola I, Alessandro II e Alessandro III

Gatchina è facilmente raggiungibile in circa un'ora con il treno assai frequente che parte dalla stazione Baltiskaya. Il Palazzo imperiale e il parco si raggiungono in 10 minuti a piedi dalla stazione.
Utilizzando invece uno dei minibus  K18, K18 A (marshrutka) che stazionano a Moskovskaya, alle spalle della statua di Lenin, potrete scendere un po' prima del Palazzo imperiale e approfittarne per passeggiare nella cittadina nei pressi della cattedrale dai campanili blu e magari per  fotografare o raggiungere il Priorato di Malta posto separatamente e a sinistra del parco di Gatchina. Meglio portare viveri e bevande al sacco: calcolate almeno 2 ore per un'esplorazione del parco con poche soste e tre ore se siete fotografi pignoli. Il parco è gratuito ma assai esteso. Le toilette sono vicine al ponte, visibile appena entrati svoltando a destra del palazzo.


5)Andare in metrò ai laghi di Ozerki per prendere il sole, fare sci nautico o praticare il surf su onde artificiali.

Un tempo Ozerki che in russo si traduce con "stagni", era una zona periferica dove si trovavano poche dacie in legno di proprietà di artisti e imprenditori.
Oggi l'area è completamente urbanizzata e dotata di supermercati, bus e metropolitana. Difficile però vedere turisti da queste parti. Qui si possono tuttavia cogliere vari aspetti della vita russa non visibili passeggiando su Prospettiva Nevskij.
Incontrerete specie quando fa caldo le seguenti categorie:donne in tuta con cagnolino a passeggio; ragazze intente a spalmarsi di crema solare e attempate signore concentrate sulla spiaggia nell'obiettivo di immolarsi al dio sole e far giungere i raggi solari nei punti più reconditi; gruppetti di uomini di etnie varie intenti a rosolare salsicce su griglie minuscole; ciclisti in corsa lungo i sentieri, pescatori pazienti, famiglie con prole con vagoni di cibarie e giovani intenti a fare sci nautico trainati da un sistema automatico rotante.

Se volete provare tutto questo o parte di esso, prendete la metropolitana e scendete a Ozerki (linea 2 blu); attraversate utilizzando le strisce l'ampia Viborgskoye Shosse e sarete davanti al primo lago che si chiama Suzdal: se è estate portate il costume e bevande fresche; per la stuoia andate prima al supermercato vicino alla metropolitana.Evitate di andarci di sera anche se vi sembra chiaro.
Facendo poi il periplo del lago arriverete al secondo laghetto dove si trova il centro sportivo Sunpark e che potrà fornirvi di tutto il necessario per praticare lo sci nautico; un gommone è pronto a recuperarvi se doveste mollare il gancio trainante che consente di percorrere un itinerario ad anello che comprende trampolini di varia difficoltà non adatti certo ai neofiti. Vi interessa il surf ? Qui potrete scivolare su onde artificiali all'interno di un impianto tecnologico che consente di praticare questo sport lontano dal mare e con qualsiasi situazione metereologica.

6)Pescare, navigare sul Baltico, andare in bici o fare una gita romantica in barca sull'isola di Yelagin.

L'isola di Yelagin è uno dei luoghi preferiti dagli abitanti di San Pietroburgo per rilassarsi durante il fine settimana. Nei 94 ettari del suo territorio si trovano laghetti, canali, ponti, sentieri ciclabili e strutture sportive inclusa una spiaggia che si affaccia su un ramo della Neva. Nel parco Kirov al suo interno si possono praticare diverse attività
oppure semplicemente stare sdraiati a prendere il sole (in estate ovviamente).In inverno si pratica lo sci di fondo o si passeggia sulla Neva gelata.
Si trovano biciclette a noleggio, qualche chiosco per snack e bevande e un modesto bar ristorante.
Una buona soluzione per esplorare l'isola è percorrerne i diversi canali con una barchetta o un pedalò facilmente noleggiabili (i vari punti sono visibili sulla mappa all'ingresso).
Se volete cimentarvi nella pesca basta procurarsi una canna economica  e poi attendere con calma; in alternativa se sapete qualche parola di russo cercate di socializzare con chi ha già posizionato la canna e magari dividete con lui biscotti, una birra o ricette di pesca. Non sappiamo tuttavia se occorra una licenza per la pesca amatoriale; noi non abbiamo mai visto controlli nei parchi.

L'isola di Yelagin si raggiunge facilmente con la linea 5 della metropolitana scendendo a Krestovskij ostrov proprio davanti al Luna Park (Divo Ostrov).Usciti dalla metropolitana dirigetevi a destra e in pochi minuti raggiungerete il vicino ponte sulla Neva grande dove si trovano le biglietterie del Parco Kirov. Il costo è irrisorio.
Superato poi il ponte e proseguendo, sul lato sinistro del parco si trova l'ormeggio di una imbarcazione che effettua un interessante tour di un paio d'ore a orari fissi giungendo sul mar Baltico e poi rientrando in città. Tornati sui vostri passi e superato il ponte, svoltate a destra per raggiungere un battello-ristorante nel caso in cui il movimento vi abbia fatto venire fame: vi consigliamo carni alla griglia. Nell'area ma vicino allo stadio si trova anche un brioso ristorante in stile bavarese: Fredrerik  si anima in estate e durante il periodo dell'October fest allorquando decine di cameriere in tipico costume fanno la spola per servire i numerosi clienti seduti ai tavoli ai vari piani del locale o in terrazza.


7)Andare al Museo zoologico per ammirare uno smisurato scheletro di balena blu, fotografare la rara tigre dell'Amur, farsi un selfie con un mammuth di 400.000 anni, guardare negli occhi un dugongo e cercare un rarissimo esemplare di Mucca di mare di Steller.

Museo zoologico di San Pietroburgo: tigre di Amur
Il Museo zoologico di San Pietroburgo non rientra nella terna dei più gettonati musei della città. La ragione nasce forse dall'idea che esso non abbia niente di più di tanti altri musei del genere sparsi per il mondo o che San Pietroburgo non sia un luogo adatto a viaggi con bambini.
Entrambi queste supposizioni sono errate.
Molti viaggiatori dimenticano di trovarsi a oltre tremila km da casa e in un paese tra i più estesi al mondo dove le esplorazioni sono iniziate ad opera di illustri personaggi come Simon Pallas, Vitus Bering e Przhevalsky. Numerosi sono stati gli scienziati e naturalisti che da oltre tre secoli hanno raccolto, analizzato e conservato per le successive generazioni esemplari di flora ma anche di fauna di ogni ambiente, terrestre, marino e aereo.

Avendo l'accortezza di evitare i periodi di vacanze scolastiche, recatevi al Museo con macchina fotografica e scorta di batterie. Vi accoglierà lo scheletro completo del più grande mammifero vissuto sulla terra: una smisurata balena blu che raggiunge i 27 metri di lunghezza.
Numerose sono le ricostruzioni degli ambienti che includono varie specie di animali, note e meno note:i più piccoli si appassioneranno alle colonie dei pinguini ma non mancano renne, alci e i piccoli fennec abitatori dei deserti.Numerosissimi sono gli uccelli e non mancano certo quelle specie tipiche degli ambienti siberiani:potete senza timore avvicinarvi ad una splendida Tigre dell'Amur e ripetere lo scatto che trovate in questo post.Qui si trovano inoltre vari esemplari di mammuth di diversa età incluso il minuscolo Baby Dima. Potrebbe esssere istruttivo avere un faccia a faccia con dugonghi e lamantini;osservate l'incredibile architettura dalle strane forme elicoidali di alcune spugne marine: vi rammenterà la struttura di uno stent , ammesso che ne abbiate mai visto qualcuno.
Andate a cercare la rarissima Ritina di Steller nota anche come Mucca di mare di Steller (Hydrodamalis giga): si tratta di un mite e indifeso mammifero erbivoro, scoperto nel 1741 dal medico naturalista G.W.Steller durante la Grande Esplorazione a Nord di Bering, finanziata dall'impero russo al fine di cercare un passaggio verso il continente americano e intraprendere nuovi rapporti commerciali con i coloni americani.
Guardando questo raro scheletro (un altro sta in Finlandia) potreste riflettere sulla rara capacità dell' Homo sapiens di distruggere una pacifica specie vivente in tempi brevissimi: dalla sua scoperta avvenuta nel 1741, ci sono voluti solo 27 anni per decimarne l'intera specie e far estinguere per sempre questi mastodonti marini.

Il Museo Zoologico di San Pietroburgo che nel 2017 compirà i 185 anni, si trova sull'isola Vasilievsky al N°1 del Lungofiume dell'Università ed è facilmente raggiungibile attraversando il ponte Dvortsovy most  a poca distanza dall' Ermitage e subito prima del Museo detto KunstKamera che fu il luogo da cui sono originate le collezioni dei reperti naturalistici acquistate e raccolte dallo zar Pietro il Grande.
Il giorno di chiusura è il martedì e ogni secondo mercoledì del mese per operazioni di pulizia.


8)Provare un incontro ravvicinato con decine di farfalle di ogni forma e colore che si poseranno senza timore sulle vostre mani  e assistere in diretta alla nascita di una farfalla.

Al contrario delle nostre italiche complicazioni, a queste latitudini chi ha un'idea di business valida e in grado di generare profitto, non trova molti ostacoli. Creare luoghi dove grandi e piccoli possono provare l'esperienza di vivere per un breve lasso di tempo a diretto contatto con variopinte farfalle tropicali sembra incontrare il favore del pubblico russo che apprezza tali iniziative che sono tuttavia ignorate o misconosciute dai turisti presi dai loro frenetici tour imperiali
Se avete sempre desiderato fotografare una farfalla tropicale o tenerne una sul palmo della mano, qui a San Pietroburgo potrete finalmente soddisfare questo desiderio per pochi rubli.
In città di giardini con farfalle è possibile trovarne un certo numero, ma crescendo l'attività con nuovi partner in franchising potreste trovarne uno più comodo per voi: guardate i manifesti nelle classiche rivendite di biglietti per eventi e spettacoli.
Uno non lontano da Ulitsa Marata in centro lo trovate al Centro Mindo in Улица Правды, дом № 12 (Ulitsa Pravdij edificio 12). Un'altro in attività da vari anni è ubicato non lontano da Sennaya ploshad in Мучной пер, 3, (Muchnoj pereuloq 3 ). I prezzi variano da 250 a 500 rubli con un pacchetto famiglia per 4 a 1200 rubli.

9)Fare un bagno tra gialle ninfee fiorite e poi fare un picnic sulle rive di un lago che sembra di montagna mentre in realtà siete ancora a San Pietroburgo nel Parco Shuvalovsky, considerato monumento storico pubblico.

Il parco Shuvalovsky è quel classico luogo di cui in molti hanno sentito parlare ma pochi realmente possono dire di aver visto.
Ovviamente non si trova nelle aree turistiche della città e questo certamente lo rende a prima vista irraggiungibile per chi ha scarsa dimestichezza con la lingua russa utile per trovare l'opportuno mezzo di trasporto.
Non si trova neanche nelle guide turistiche in altre lingue ma a dispetto di tutto questo è riconosciuto come luogo di interesse storico pur essendo frequentato solo dagli abitanti della zona e da qualche sportivo in vena di impegnative scalate in mountain bike o discese repentine con sci e slittini in inverno.
Facile intuire dal nome che il parco e il lago faccia parte di un' antica tenuta appartenente alla famiglia Shuvalov, di cui un Peter Ivanovich Shuvalov (1711-1762) prima cadetto alla corte di Pietro I, fu nominato conte in seguito ai servigi militari prestati al tempo di Elisabetta Petrovna.
Numerose, complesse e incerte sono le vicende riguardanti questa area che molto prima che nascesse San Pietroburgo era frequentata da famiglie finlandesi.Vi sono vari siti che offrono informazioni aggiuntive ma dovrete tradurli dal russo. L'idea comunque era solo quella di stimolarvi a raggiungere questo idilliaco luogo in una bella giornata estiva e seguire l'esempio dei russi presenti: troverete chi fa il bagno tra le ninfee fiorite, chiacchierando a lungo nell'acqua, chi prepara pesce o carne alla brace e chi passeggia in lungo e largo per il parco provando a scalare il Parnaso - una collinetta rara da queste parti che eleverà il vostro sguardo fino a 61 metri d'altezza e se il cielo è limpido vi consentirà di vedere la cupola di Sant'Isacco. Un'altra curiosità sono i due laghetti di origine artificiale risalenti al XVIII secolo che hanno una forma assai curiosa rappresentando uno il cappello e l'altro la giubba di Napoleone.(Si riconoscono meglio con Google map, sebbene la vegetazione abbia modificato in parte il disegno originario).Nel parco troverete anche una chiesa gotica progettata da Alexander Brjullov e una imponente dacha costruita da Messmacher, ma vi lascio il piacere di individuare da soli tutto questo e altro ancora.

Il modo più semplice per giungere al Parco Shuvalovsky è arrivare in metrò a Ozerki e poi prendere un minibus su Viborskoe shosse che vi lascerà alla fermata più vicina all'ingresso del parco. In auto se avete un navigatore dovrete impostare la località di Pargalovo e poi deviare nelle vicinanze del parco parcheggiando su Parkovaya ulitsa, appena vedrete uno slargo a sinistra nei pressi di uno degli accessi visibili a destra, da cui si dipartono i sentieri segnalati da cartelli. Meglio portare cibi e bevande se vorrete godere della tranquillità di questa oasi ricca di abeti centenari e rare orchidee.


10)Andare alle origini delle "Montagne russe" visitando il Parco imperiale di Lomonosov dove si trova la stazione di partenza progettata da Antonio Rinaldi per una complessa struttura avente lo scopo di divertire la corte di Caterina II .

Lomonosov è una località a ovest di San Pietroburgo, dove è ubicato uno dei più antichi Palazzi Imperiali denominato Oranienbaum.
Menshikov, principale consigliere di Pietro il Grande aveva costruito nella tenuta non lontana dal Golfo di Finlandia una residenza estiva che alla sua morte  era stata nuovamente acquisita tra i beni imperiali. Nel 1743 l'imperatrice Elisabetta ne fece dono al nipote, il futuro zar Pietro III.
Anche Caterina II, pur se per brevi periodi utilizzò la reggia accogliendo importanti ospiti nel suo personale padiglione cinese: difficile sintetizzarne il complesso contenuto artistico che un architetto come Benois sintetizzò con: "un risultato pari ad una sinfonia di Haydin o Mozart".
Sebbene nella fase iniziale di progettazione, Menshikov avesse impiegato l'architetto Rastrelli, in seguito Pietro III chiamò Antonio Rinaldi per la realizzazione della maggior parte degli edifici ancora visibili nel Parco di Lomonosov.
Quello nella foto a destra è uno dei gioielli barocchi nati dal genio e creatività di Rinaldi: in russo è noto come Katal'naya gorka traducibile con "montagne russe" anche se questo termine nacque molto tempo dopo di questa realizzazione ad opera di imprenditori che prima esportarono l'idea in europa e poi subendo modifiche e miglioramenti si diffuse in America. Difficile a prima vista associare tale elegante struttura color pastello con delle montagne russe ma ciò è dato dal fatto che quello che appare in foto è solo la stazione di partenza ubicata al secondo piano dell'edificio, ad almeno 20 metri di altezza. Da queste terrazze decorate un tempo da centinaia di vasi di alabastro si dipartivano delle rampe in legno che attraverso 160 piloni e 772 colonne costituivano un percorso di 532 metri che garantiva una discesa per inerzia di slitte riccamente decorate in forma di animali, gondole e carri trionfali con a bordo i membri della corte: gli uomini stavano dietro in piedi e le signore erano sedute comodamente davanti. Un ingegnoso meccanismo riportava, finita la corsa, le slitte al piano di partenza per prolungare all'infinito il divertimento.La struttura in legno non ha superato la prova del tempo, mentre oggi dopo vari anni di incuria anche gli interni ideati da Rastrelli e realizzati da decine di artigiani italiani sono stati egregiamente restaurati e sono visitabili a pagamento.
Potrete dedicare un paio d'ore al complesso di Lomonosov, mettendovi però subito in coda per l'acquisto dei biglietti al padiglione cinese e poi esplorando il resto del parco caratterizzato da una certa naturalità e ben diverso da quello curatissimo e ricco di fontane e giochi d'acqua del Peterhof.

Il modo migliore per raggiungere Lomonosov è con il comodo treno che parte dalla stazione Baltiskaya e che in un'ora vi porterà a destinazione. Il parco è a una decina di minuti dalla stazione. Evitate i venditori di telefoni:  sono per lo più rubati a San Pietroburgo.
Dalla metropolitana Avtovo (attraversata la strada con il sottopasso) partono invece varie marshrutke che portano al Peterhof e proseguono poi per Lomonosov. Sono assai frequenti ma più affollate in estate.

Buona esplorazione !


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